LA PANDEMIA

Distanziamento, sanificazione, lock-down, zona rossa, mascherine… Nessun abbraccio, né strette di mano, videochiamate agli amici, niente teatro, niente cinema e niente cene. Didattica a distanza e smart-working.

Tante sono le condizioni con cui abbiamo dovuto familiarizzare in questo ultimo anno e che fondamentalmente per molti si sono tradotte in un unico concetto: stare a casa.

Questa condizione di confinamento tra le mura domestiche, se inizialmente è stata accolta da tanti come un’occasione per riscoprire la famiglia, subito dopo è stata percepita come una scure che si è abbattuta sulla vita sociale e creativa di ogni persona, costringendo tutti a una condivisione forzata di spazi e tempi. Animali di casa compresi.

 

IL CAMBIAMENTO DELLE ABITUDINI

Le prime settimane di quarantena a partire da fine febbraio, hanno inevitabilmente provocato dei contraccolpi sulle abitudini degli italiani, che chiusi in casa, si sono in buona parte trasformati – vuoi per diletto, vuoi per necessità- in pizzaioli, panettieri e pasticceri. Tanti si sono anche dedicati al bricolage, al cucito, al tricot, alcuni hanno iniziato a fumare, altri, già fumatori, hanno aumentato il consumo di prodotti a base di nicotina.

Nel corso dell’anno le restrizioni sono mutate, ma molto hanno mantenuto le abitudini acquisite: quali sono le conseguenze per cani e gatti?

 

PER CANE E GATTO NUOVI RISCHI

In questo contesto, cani e gatti – pur beneficiando di una maggiore compagnia e di passeggiate più frequenti- si trovano tutt’ora ad essere maggiormente esposti ad alcuni rischi legati proprio alle nuove abitudini acquisite e alla maggiore permanenza dei proprietari in casa.

Concentrandoci solo su alcuni di questi rischi, possiamo pensare alla lavorazione di pizza e pane che prevedono delle fasi di lievitazione in cui questi prodotti possono restare fuori dal controllo dei proprietari ed essere disponibili all’ingestione furtiva da parte dell’animale. Stesso discorso vale per i prodotti contenenti nicotina.

 

  • INTOSSICAZIONE DA LIEVITO E PASTA PER IL PANE

Solitamente, l’intossicazione è dovuta all’ingestione di pasta cruda in fase di lievitazione.

L’intossicazione riguarda soprattutto i carnivori domestici: il cane principalmente (80% dei casi) seguito dal gatto e dal furetto.

La tossicità è dovuta alla fermentazione dei lieviti che trasformano gli zuccheri della farina in etanolo e diossido di carbonio, processo favorito oltretutto dal mantenimento del lievito alla temperatura corporea.

L’emissione di CO2 e la lievitazione della pasta creano un problema meccanico, ma l’intossicazione si basa soprattutto sull’azione dell’etanolo che si diffonde largamente nell’organismo , arrivando al cervello e provocando anche sintomi neurologici. In questi casi, la cosa più importante da fare è assicurarsi che  l’animale sia assistito precocemente dal personale veterinario.

  • INTOSSICAZIONE DA NICOTINA

La nicotina è il principale alcaloide del tabacco. Gli animali, soprattutto i cani, possono ingerire i prodotti del tabacco possono ingerire i prodotti del tabacco lasciati alla loro portata (pacchetti di sigarette, mozziconi nei portacenere, etc…). Ovviamente in questo periodo di confinamento domestico, caratterizzato da una maggiore permanenza dei proprietari in casa, la presenza di prodotti contenenti tabacco è notevolmente aumentata e di conseguenza anche il rischio di ingestione furtiva. I sintomi osservabili sono inizialmente a carico dell’apparato digerente, poi si possono avere disturbi cardiocircolatori e neurologici.  Anche in questo caso, è fondamentale che l’animale sia portato al più presto dal veterinario!