LE UNGHIE DEL CANE

La dinamica del movimento negli animali è frutto della perfetta coordinazione e funzionalità di tutte le strutture corporee coinvolte: ciò vale sia per le più grandi come muscoli, ossa, tendini e legamenti sia per i piccoli annessi cutanei tra i quali le unghie. Seppur apparentemente secondarie, queste strutture sono altamente specializzate e meritano una corretta attenzione, controlli e cure periodiche in quanto sono soggette a forti azioni meccaniche ed esposte all’ambiente esterno. Conoscerne la struttura, le modificazioni apprezzabili e la cura periodica consente al proprietario e al toelettatore di avere sempre esemplari sani e curati.

 

La cura periodica

Lo stile di vita del pet influisce sulla gestione pratica delle unghie nel tempo. Se in natura i canidi selvatici, camminano e corrono su substrati ruvidi e di conseguenza le unghie sono sottoposte a una lenta e costante limatura che le mantiene della giusta lunghezza, altrettanto non si può dire dei cani abituati a camminare solo su substrati lisci come i pavimenti domestici. In questi ultimi il tipico ticchettio che accompagna i passi è segnale della necessità d’intervenire. Il taglio dell’unghia è dunque un’attività fondamentale che può essere effettuata anche dal proprietario ma solo dopo aver appreso le manualità illustrate dal medico veterinario e dal toelettatore. Deve essere, infatti, un’operazione da condurre velocemente e senza causare dolore o stress. Per tale motivo è giusto consigliare ai proprietari di abituare gli esemplari fin da piccoli alla manipolazione dolce del piede, magari ricompensandoli con un rinforzo positivo al termine di ogni taglio. In tal modo si eviteranno quei possibili movimenti bruschi che potrebbero complicare l’operazione. In commercio sono disponibili tronchesine tagliaunghie, sistemi a ghigliottina o lime elettriche appositamente concepite per i pet, la cui scelta è dunque soggettiva in relazione all’operatore e alle caratteristiche dell’esemplare da trattare.

 

Il corretto taglio in base all’unghia

Dove e come tagliare un’unghia nella maniera corretta sono i parametri da considerare prima di effettuare l’operazione. Fondamentale innanzitutto evidenziare il punto dove termina il letto ungueale. Il sistema migliore consiste nell’osservare quella zona rosa che decorre dorsalmente sull’unghia e sulla quale è evidenziabile una stria centrale che comprende piccoli vasi e terminazioni nervose. Queste strutture, se intaccate, causeranno dolore e un breve sanguinamento. Al contrario, il tessuto a valle di questa, se tagliato, non sanguinerà e non causerà alcun dolore poiché è corneo (morto). Se questa operazione di riconoscimento è più semplice per le unghie chiare, per gli esemplari con quelle scure si consiglia prima di illuminare con una luce la faccia ventrale dell’unghia per valutare l’estensione del tessuto vitale. Se nonostante questa operazione la visualizzazione non fosse possibile, si dovrà procedere con un taglio più cauto e meno esteso. La linea di taglio deve seguire un andamento preciso facendo attenzione a non intaccare i capillari e procedendo seguendo una lieve inclinazione di taglio per garantire comunque una buona presa sul terreno. Ciò che invece il pet shopper deve avere a disposizione sono garze sterili e una polvere emostatica, che possono essere applicate qualora dovesse essere leso per errore un capillare durante la procedura di taglio, per consentire così una rapida emostasi.

 

Saper osservare

Il momento della toeletta dell’unghia non deve limitarsi al semplice e veloce taglio meccanico ma deve essere un’occasione per osservare e palpare questi annessi apprezzandone le eventuali modificazioni. Se quelle macroscopiche, più facili da riconoscere, sono senza alcun dubbio le fratture ungueali, i segni specifici possono essere numerosi e passare inosservati. Questi, in realtà, possono essere vere e proprie sentinelle di alterazioni e patologie locali o sistemiche che richiedono sempre una visita specialistica veterinaria. Il toelettatore e il proprietario sono dunque due filtri che devono saper identificare gli aspetti macroscopicamente più evidenti al fine di fornire una più precisa anamnesi finalizzata alla diagnosi del medico veterinario curante.

 

Speroni: miti e leggende

Gli speroni sono porzioni residuali del primo dito e si ritrovano sia nei cani di razza sia nei meticci con un’incidenza variabile. Ogni sperone, laddove presente, si trova sulla faccia interna delle zampe posteriori e/o anteriori e può presentarsi articolato o non articolato, singolo o persino doppio. Sulle zampe anteriori è in realtà rappresentato dalla seconda falange articolata con la prima e dotata di un’unghia. La funzione di questa piccola struttura è evidente in alcune razze durante la corsa quando possono venire a contatto con il terreno in quanto aiuta a prevenire possibili movimenti di torsione. Una situazione articolare simile si riscontra anche in alcuni speroni dell’arto posteriore. Secondo i moderni studi anatomici è però più corretto definire con il termine proprio di “speroni” solo le strutture protrudenti a carico dell’arto posteriore che si presentano non articolate con il substrato osseo sottostante (Evans & de Lahunta, 2016). L’unghia che accompagna lo sperone può essere semplice o doppia e, a differenza delle altre, non è sottoposta a naturale usura. Per tale motivo, accrescendosi con un andamento ricurvo, può penetrare nei tessuti circostanti. In tal caso si consiglia sempre la rimozione dell’unghia penetrata e la disinfezione prima della visita veterinaria che servirà per valutare la necessità dell’eventuale utilizzo di presidi farmacologici a causa di un’avvenuta infezione post penetrativa. L’eventuale rimozione dello sperone è un atto chirurgico quindi di sola pertinenza veterinaria e che per il benessere animale va attuato solo se si rende necessario in particolari situazioni cioè grave lesione o frequenti traumatismi diretti, da imbrigliamento e strappo.

 

TAGLIARE LE UNGHIE AL GATTO?

Nel gatto le unghie (artigli), sono retrattili e sfoderabili solo all’evenienza. Una corretta strutturazione ambientale con tiragraffi, oggetti specifici per l’arrampicata e/o spazi all’aperto, ne consentono una naturale limatura. La spuntatura dell’unghia deve essere effettuata solo quando sono già state messe in atto tutte quelle attività di arricchimento ambientale, compreso l’utilizzo di feromoni, sotto consiglio di un veterinario comportamentalista. L’operatore con pollice e indice favorisce la fuoriuscita dell’unghia che viene spuntata, solo nella porzione bianca non vascolarizzata, utilizzando una piccola tronchesina e facendo massima attenzione alla reazione che può variare da individuo a individuo.

 

Anatomia dell’unghia

L’unghia è tutt’altro che il tessuto semplice e inerte al quale si potrebbe pensare, si compone infatti di diverse sezioni vitali e corneificate: le cellule non vitali sono di rivestimento. Il derma di accrescimento dell’unghia si pone in diretto continuo con il periostio (sottile strato di rivestimento dell’osso) della falange distale e consente un allungamento continuo di circa 1,9 mm per settimana; la parte visibile dall’esterno è apprezzabile a partire dal limite cutaneo prossimale (bordo coronarico) e si caratterizza per una struttura dura cheratinizzata esterna che giace su un tessuto molto irrorato e vascolarizzato, il letto ungueale. Nel canale interno dell’unghia passano una accanto all’altra un’arteriola, una vena e una terminazione nervosa; ciò detto è comprensibile intuire che se il taglio dell’unghia causa una perdita ematica si è anche preso il nervo causando al pet un intenso dolore!