Il coniglio è un animale che presenta delle particolarità digestive che devono essere rispettate al fine di impostare una dieta corretta. La razione giornaliera deve essere composta prevalentemente da fieno e verdura ma, eventualmente, può essere integrata con pellet adatti a questi animali da compagnia.

Il coniglio è un erbivoro stretto che in natura si nutre di erba fresca o secca. Come complemento sgranocchia qualche frutto di bosco, frutta o verdura. La sua alimentazione di base varia poco, perché rimane sempre all’interno del medesimo territorio, modificandosi solo con i cambi di stagione.

 

IL CONIGLIO

Il coniglio presenta delle particolarità digestive. I suoi denti sono caratterizzati da una radice aperta con crescita continua: gli incisivi gli servono per afferrare e tagliare gli alimenti e si allungano di 1-2 mm alla settimana; i molari e i premolari, invece, crescono di 2 mm circa al mese e si usurano grazie ai movimenti laterali durante la masticazione di vegetali ricchi di silice, come il fieno.

L’intestino cieco è una grande tasca di fermentazione piena di batteri; qui le fibre corte sono separate da quelle lunghe e sono fermentate per formare i ciecotrofi, quelle feci molli che il coniglio ingerisce quando escono dall’ano. Le brusche variazioni alimentari disturbano la flora batterica e provocano diarrea.

La sensazione di sazietà è indotta dal riempimento del canale digerente, quindi il coniglio mangia fino a quando il suo stomaco risulta pieno. Per finire, il calcio è assimilato passivamente a livello intestinale, poi escreto attraverso i reni: un eccesso di calcio alimentare si rivela anche nelle urine sotto forma di sabbia o di calcoli.

 

NON SOLO CAROTE!

Fornire al coniglio un’alimentazione adatta è la migliore forma di prevenzione contro un gran numero di malattie: malocclusione dentale, calcoli urinari, disturbi digestivi (arresto del transito o diarrea), obesità, feci molle croniche.

Si deve dimenticare l’immagine del coniglio che mangia carote o pane duro!

 

IL BEVERINO NON E’ SEMPRE ADATTO

Il coniglio deve avere a disposizione l’acqua pulita, fresca e sostituita frequentemente. Se la temperatura ambientale è elevata, alcuni conigli non sanno utilizzare il distributore dell’acqua (beverino) e quindi non bevono in quantità sufficiente perché per bere il coniglio tende ad aspirare e alzare la testa. Si consiglia, quindi, di lasciare a sua disposizione una ciotola dell’acqua abbastanza pesante in modo che non riesca a rovesciarla. E’ da prediligere un’acqua povera di calcio.

 

IL FIENO: LA BASE DELLA RAZIONE

Il fieno costituisce la base dell’alimentazione del coniglio; deve essere distribuito a volontà e più volte durante la giornata. Deve essere verde, non polveroso, con un buon odore e con lunghi fili di spessore differente. E’ proprio il fieno che assicura l’usura normale dei denti e conferisce una buona motilità dell’apparato digerente, evitando diarree o rallentamenti di transito. E’ importante stare attenti che il coniglio mangi tutto il fieno senza escludere alcuni vegetali.

Non si deve confondere la paglia con il fieno: la paglia può servire come lettiera ma non ha alcun interesse a livello nutritivo. Il fieno non deve essere eccessivamente compresso all’interno del sacchetto e deve essere conservato al riparo da luce e umidità. Il coniglio scarta il fieno che si è sporcato o è rimasto per troppo tempo all’aria; per questo motivo conviene distribuirlo all’interno di una rastrelliera e rinnovarlo regolarmente se non è stato consumato.

I fieni ricchi in calcio (fieno di erba medica, di leguminose o di dente di leone) sono da prediligere per i conigli giovani, di età inferiore ai 6 mesi o per le femmine in riproduzione.

Il fieno è dunque alla base della razione del coniglio, ma è anche un elemento essenziale per il suo benessere. Infatti il coniglio da compagnia non ha la necessità di cercarsi il cibo e per questo è spesso inattivo. Frugare nel fieno alla ricerca dei fili migliori è un buon modo per essere stimolato ed occupato.

 

LE VERDURE

Le verdure sono l’altro alimento importante nell’alimentazione del coniglio, perché apportano fibre, vitamine e minerali e partecipano alla sua idratazione. I vegetali freschi devono essere somministrati crudi, lavati ed asciugati. Idealmente, dovrebbero essere distribuiti ogni giorno 3-4 tipi di verdure diverse suddivise in due pasti (mattina e sera), poiché il coniglio è un animale crepuscolare e notturno.

I vegetali a foglia verde che prioritariamente dovrebbero essere somministrati sono: piante aromatiche (basilico, coriandolo, dragoncello, maggiorana, origano, rosmarino, santoreggia, serpillo e timo), germogli di grano o di avena (erba gatta), gambi di sedano, foglie di fragola o di lampone, foglie di rapa, insalata (songino, rucola, romana, lattuga), portulaca.

Le verdure ricche di calcio sono da somministrarsi in quantità limitata (una o due volte alla settimana): aneto, bietola, cicoria, cima di carota, cerfoglio, cavolo riccio, cavolo verde, crescione, indivia, spinaci, cime di barbabietola, menta, foglie di senape, prezzemolo, dente di leone, piantaggine, insalata riccia, trifoglio.

Le radici, i bulbi, i cavoli devono essere forniti in quantità limitata (una o due volte alla settimana): carote, sedano rapa, cavolo romanesco, baccello di pisello, finocchio, fagioli verdi, rape, pastinaca, piselli, peperone, rapa svedese, topinambur.

Nel periodo molto caldo si può proporre al coniglio: cetriolo, melone, anguria, zucchine, pomodori (senza buccia, né semi, né foglie).

I rami di alcuni alberi o certi arbusti sono commestibili se non sono trattati: ontano bianco, ontano nero, betulla, acero, frassino, uva spina, faggio, nocciolo, olmo, pero, melo, vite, tiglio.

Sono invece vietate alcune verdure: soia, manioca, avocado, fagiolo di Lima, lattuga iceberg, miglio, germogli di bambù, cavolo bianco, cipolla, aglio, acetosa, patate, patate dolci, rabarbaro, nocciole, salvia e bucce in genere.

Non dare conserve o surgelati al coniglio.

 

I PELLET SONO UN’OPZIONE

Somministrare pellet non è obbligatorio, perché il coniglio adulto trova tute le sostanze nutrienti necessarie nel fieno e nelle varie verdure.

Gli alimenti industriali “completi” per conigli possono essere di composizione e di qualità molto varia (ad esempio, a volte contengono semi che non fanno bene ai nostri conigli da compagnia!) e conviene chiedere un parere al proprio Veterinario per la scelta del cibo giusto.

 

LA FRUTTA SOLO COME LECCORNIA!

I frutti sono delle leccornie e non devono far parte dell’alimentazione quotidiana. E’ possibile dare frutta di stagione, una o due volte a settimana, eliminando semi e noccioli che sono generalmente tossici. Si possono quindi somministrare banane, fragole, mele, pere, albicocche, carote, in base al gradimento del coniglio.

Quindi, in linea generale, l’alimentazione giornaliera corretta di un coniglio da compagnia deve essere costituita per il 70-80% da fieno (che deve essere sempre a disposizione) e integrata con due porzioni di verdura, per la maggior parte a foglie verde scuro, pari all’8% del peso del coniglio. Se si somministrano pellettati, questi devono essere al massino una quantità pari al 3% del peso del coniglio. Una o due volte a settimana si può aggiungere frutta o qualche leccornia.

 

IL CONIGLIO AMA ROSICCHIARE?

Spesso il proprietario pensa che il coniglio debba rosicchiare degli alimenti duri (come ad esempio il pane secco) o del legno per poter consumare i suoi denti. Il coniglio, però, non ha un bisogno particolare di rosicchiare, ma di masticare (fieno o verdura); quindi conviene somministrargli alimenti adatti alla sua dentizione. Le false buone idee sono: pietre da rosicchiare (troppo ricche di calcio), barrette ai cereali e pane duro che sono troppo ricchi di cereali e zuccheri, i granulati che vengono poco masticati e subito inghiottiti. Gli alimenti da prediligere, al contrario, sono il fieno, le verdure e i rametti freschi!

 

IL CAMBIAMENTO DELLA DIETA DEVE ESSERE PROGRESSIVO

Tutti i cambiamenti di dieta devono essere fati in maniera graduale per evitare l’insorgenza di diarrea. Ogni nuovo alimento deve essere proposto ogni giorno dapprima in piccole quantità, aumentando man mano la dose nell’arco di 2 settimane, sempre che le feci rimangano normali.

LE PRINCIPALI PATOLOGIE LEGATE ALL’ALIMENTAZIONE

Il coniglio da compagnia, a differenza di quello selvatico, è sottoposto ad una alimentazione interamente regolata dalla mano dell’uomo, spetta quindi al proprietario fornire all’animale tutti gli elementi nutritivi necessari. Purtroppo, la disinformazione porta spesso alla somministrazione di diete sbilanciate o carenti nonché di alimenti inappropriati che possono influire sulla salute degli animali.

Quali sono, dunque, le patologie che possono conseguire ad una dieta errata?

Vediamo insieme alcune delle principali.

 

Mancata ingestione del ciecotrofo

Come ben sappiamo, il “ciecotrofo” è il nome con il quale vengono indicate le “feci”, termine improprio, derivanti dalla prima e sommaria digestione dell’alimento, un prodotto ancora ricco, o addirittura arricchito, di sostanze nutritive che devono essere recuperate. La forma del ciecotrofo è peculiare: una massa di piccole palline di colore scuro, lucide, dall’odore pungente e ricoperte di muco. Nonostante ciò, spesso i proprietari confondono il ciecotrofo con la diarrea, soprattutto quando l’elemento fecale ha una consistenza alterata e viene schiacciato contro l’ano, imbrattando il perineo. In condizioni normali, il coniglio recupera il ciecotrofo non appena questo fuoriesce dall’ano, lo ingerisce e lo sottopone ad una seconda digestione, utile per recuperare una grande quantità di proteine e vitamine del gruppo B. Il ritrovamento occasionale di un singolo ciecotrofo all’interno della gabbia, della lettiera o sul pavimento di casa non rappresenta motivo di preoccupazione, poiché, magari, è stato lasciato lì in conseguenza di un disturbo di breve durata. Al contrario, trovare quotidianamente diversi ciecotrofi è un fenomeno che deve essere indagato per due motivi molto importanti: in primo luogo, la mancata assunzione del ciecotrofo per lunghi periodi potrebbe esporre il coniglio a fenomeni carenziali, e poi perché potrebbe essere sintomo di tutta una serie di patologie, errori nella digestione oppure nell’alimentazione.

La composizione del ciecotrofo, e di conseguenza la sua appetibilità, è fortemente influenzata dal regime dietetico e dagli alimenti somministrati, soprattutto dalla quantità e qualità della fibra, in particolare quella indigeribile e delle proteine. Un’alimentazione non bilanciata  e non corretta può portare all’emissione di ciecotrofi di consistenza, sapore e odore alterati che lo rendono meno appetibile ed attrattivo per l’animale. Inoltre il ciecotrofo “molliccio” viene spesso schiacciato imbrattando il perineo, circostanza che comporta l’aumento del rischio di dermatite perineale.

Oltre a cause di natura alimentare, è necessario citare, per completezza, alcune delle principali altre problematiche che comportano la mancata ingestione del ciecotrofo, come ad esempio fattori di natura stressante, patologie o stati fisici che impediscono all’animale di raggiungere l’ano (ad es. artrosi, obesità, problemi neurologici), che causano dolore o impossibilità meccanica nella prensione (ad es. malocclusione dentale), nonché l’incapacità di percepirne l’odore (ad es. per rinite).

 

Conseguenze di una dieta inadeguata sull’apparato gastro-enterico

La stasi gastro-intestinale del coniglio è uno di quei problemi che tanto terrorizzano sia il veterinario che il proprietario. Sebbene il rallentamento della motilità possa essere conseguenza di diverse situazioni in grado di causare stress (sociali o ambientali) o patologie che comportano dolore (ad es. malocclusione, calcolosi, dolori osteo-articolari, etc…), la componente alimentare gioca un ruolo determinante. Nel coniglio, la peristalsi è fortemente influenzata dai livelli di fibra indigeribile presenti nella dieta, pertanto nella maggior parte dei casi, l’alimentazione inadeguata finisce per essere una delle principali cause di ipomotilità o addirittura stasi, soprattutto nei soggetti che, a detta dei proprietari, rifiutano il fieno o ne consumano in piccole quantità preferendo mangimi, snack e frutta.

Una dieta inadeguata, soprattutto quando povera di fibra lunga e ricca in carboidrati, può anche portare alla formazione di feci molli o addirittura di diarrea. Anche i cambi repentini di dieta, senza che sia stato concesso all’apparato digerente il tempo per una graduale abituazione, possono determinare la comparsa di diarrea.

 

Malocclusione dentale

La malocclusione dentale, fenomeno ormai piuttosto diffuso soprattutto nel coniglio da compagnia, è un motivo di visita molto frequente. La forma “congenita” si manifesta già in età giovanile ed è conseguenza della selezione di soggetti di piccola taglia con il muso sempre più corto e arrotondato, nei quali si verifica un alterato rapporto anatomico tra le superfici dentali. La malocclusione “acquisita” si verifica nei conigli di età più avanzata e, tra le altre cause, riconosce anche una componente di natura alimentare. Infatti se al coniglio non viene somministrato un pasto ricco di fibre che deve essere lungamente masticato, non si riesce a consumare e mantenere costante la lunghezza dei denti.

 

Obesità

Il sovrappeso è un problema molto frequente nel coniglio da compagnia. La gestione non corretta dell’animale è una delle cause principali di obesità, soprattutto se mantenuto in condizioni di scarsa attività fisica dovuta magari al confinamento in gabbia, in mancanza di arricchimenti ambientali o di interazioni con il proprietario o con altri conigli, nell’animale anziano che tende naturalmente ad essere più pigro, o in soggetti affetti da situazioni patologiche che ne limitano i movimenti (malattie osteo-articolari, pododermatite). L’alimentazione, come accade anche in altre specie animali e nell’uomo, gioca un ruolo fondamentale nella genesi di questa patologia. Particolarmente dannosi, in questo senso, sono i mangimi contenenti cereali e semi, molto energetici e ricchi di carboidrati, gli snack per roditori, la frutta in grandi quantità. Il mangime in pellet, anche per questo, dovrebbe essere proposto in piccole quantità e non dovrebbe essere mai considerato come alimento unico. Poiché il sovrappeso e l’obesità predispongono il coniglio a numerose patologie (pododermatite, problemi cardio-circolatori e urinari), la prevenzione è molto importante. Per questo è necessario educare fin da subito i proprietari a una dieta corretta e a favorire l’esercizio fisico. L’animale in sovrappeso, presenta notevoli depositi di grasso, e, se osservato dall’alto, mostra un addome arrotondato e disteso. Mettere a dieta un coniglio non è semplice, in quanto non può fare assolutamente digiuno, pertanto si tratterà di un processo molto lento e graduale che prevede l’eliminazione dei mangimi commerciali, della frutta, degli snack e di tutti gli alimenti non adatti e la somministrazione di fieno, erba e verdure fresche.

 

 

CONSIGLI PER IL PROPRIETARIO

Educare il proprietario ad alimentare correttamente da subito il coniglio è una delle imprese più difficili per il veterinario, il quale spesso si deve scontrare con leggende, pregiudizi e indicazioni non corrette fornite da fonti poco attendibili.

 

Un animale erbivoro

Gli errori alimentari sono una delle principali fonti di problemi di salute per questa specie ed è importante far comprendere un concetto molto semplice: il coniglio è erbivoro, non onnivoro, granivoro o fruttivoro!

La sua alimentazione si basa sulla presenza di elementi vegetali con basso contenuto calorico e ricchi di fibra. Pertanto erba fresca e fieno devono rappresentare l’80% della sua razione giornaliera. Il mangime in pellet, possibilmente ad elevato contenuto in fibra, percentuale di proteine moderata, pochissimi grassi, contenente bassissime quantità di cereali e possibilmente privo di semi e granaglie, dovrebbe essere offerto in quantità limitata. Gli integratori di minerali e vitamine, in presenza di un’alimentazione corretta, non sono necessari.

 

La corretta conservazione degli alimenti

Il fieno ed il mangime pellettato, se non correttamente conservati possono sviluppare muffe e di conseguenza micotossine, estremamente dannose per la salute dell’animale. Il fieno solitamente viene venduto in sacchetti di plastica trasparente: al momento dell’acquisto è necessario verificare l’integrità dell’involucro, l’assenza di goccioline di condensa al suo interno e l’aspetto del contenuto. Dopo aver aperto il sacchetto, è sempre bene controllare l’odore dell’alimento e che non siano presenti polveri o muffe. Il prodotto va conservato in luogo fresco e asciutto e consumato rapidamente.

Le verdure devono essere sempre fresche e accuratamente lavate, asciugate e somministrate a temperatura ambiente. Le verdure devono essere eliminate se non consumate entro poche ore, soprattutto in estate, quando le temperature elevate ne determinano un rapido deterioramento.